Gli adulti devono assecondare la predisposizione naturale del calciare, proponendo giochi finalizzati al gol. Ne suggeriamo alcuni molto divertenti.
Il gol è il momento più esaltante della partita. E, se questo è vero per gli adulti, figuriamoci per i bambini. Osservando i piccoli mentre hanno una palla fra i piedi, si può constatare che il loro obiettivo principale è proprio quello di centrare un bersaglio. Per noi adulti, allora, bene assecondare questa predisposizione naturale proponendo giochi finalizzati al gol. Il calcio dato al pallone è il gesto tecnico più frequente e importante, vero e proprio elemento di base per il calcio. Con i giochi presentati in questo articolo i bambini impareranno a utilizzare il gesto del calciare in fase offensiva, non tanto per mantenere il possesso della palla attraverso il passaggio (azione che non tutti sono ancora pronti a capire per l’evidente egocentrismo infantile), ma per soddisfare il piacere di segnare!
Cono gol con le mani
In un campo nel quale sono sparpagliati cinque coni (foto A, B, C,D), due squadre composte da 4-6 elementi, giocano una partita utilizzando le mani. L’obiettivo è colpire o abbattere un cono con la palla. Ogni volta che ciò avviene si realizza un gol: 1 punto se il cono viene toccato; 2 se il cono cade. Dopo ogni gol, la palla passa alla squadra avversaria.
Regole: il giocatore in possesso di palla può fare solo due passi con la sfera in mano, poi la deve passare; non si può trasmettere la palla al compagno da cui la si è ricevuta; non sono ammesse spinte, trattenute e azioni aggressive.

Foto A, B, C, D. Il gioco “Cono gol con le mani”
Cono gol con i piedi
In un campo (disegno 1) nel quale sono sparpagliati cinque coni (foto E, F), due squadre composte da 4-6 elementi, giocano una partita.

Foto E, F. Il campo per giocare a “Cono gol con i piedi”

Disegno 1. “Cono gol con i piedi”
Ogni volta che si colpisce un cono con la palla si realizza un gol; ogni giocatore può toccare consecutivamente la palla solo tre volte. Dopo ogni gol, la sfera passa alla squadra avversaria (foto G, H, I, L,M, N).
Variante: dopo una serie di passaggi saggi con le mani, il cono va abbattuto con un colpo di testa (fotoO, P, Q, R).


Foto G, H, I, L,M, N. Una partita a “Cono gol con i piedi”
Foto O, P, Q, R. Una variante di “Cono gol con i piedi”

Gol umano
In un campo di 30 x 20 metri (disegno 2) giocano quattro squadre A, B, C, D. Nella prima metà campo la squadra A attacca contro la B; mentre nell’altra metà campo C attacca D (foto S, T). Gli attaccanti devono segnare, entrando nella porta, senza essere toccati dai difensori, che non possono entrare nell’area (foto U, V).

Disegno 2. “Gol umano”

Foto S, T. Il gioco “Gol umano”

Foto U, V. Come si segna a “Gol umano” . Foto W. I giocatori toccati si siedono nel campo

Foto X, Y. Il gioco “Metti le uova nel nido”
Gli attaccanti toccati, si devono sedere sul posto (foto W). Quando tutti i giocatori sono entrati nella porta o sono stati presi, si conta il numero di gol realizzati e si invertono i ruoli (chi attacca difende e viceversa).
Variante: in base alla difficoltà o alla facilità con cui le squadre segnano, si possono proporre varianti in cui le squadre dei difensori abbiano un numero di giocatori superiore a quello degli attaccanti o viceversa.
Variante: gli attaccanti, ciascuno in possesso di palla, devono entrare in porta guidando la palla, mentre i difensori devono opporsi con un contrasto o un intercettamento.
Consiglio: dopo tre-cinque partite, i vincitori e i perdenti di ogni metà campo giocano tra di loro oppure si può fare un torneo.
Mettere le uova nel nido
Due squadre giocano in un campo (disegno 3), in cui sono sparsi a terra dei cerchi (in numero di poco superiore, uno o due, a quello dei giocatori di una squadra foto X, Y).
La squadra in possesso palla, deve “mettere l’uovo nel nido”, cioè fare rimbalzare dentro un cerchio un pallone lanciato con le mani. I difensori cercano, invece, di impedire ciò, entrando nel cerchio prima che arrivi la palla. Quando i difensori entrano in possesso della palla intercettandola, partono a loro volta in attacco. Chi si trova in possesso della palla può fare solo un passo. Vince chi in un tempo stabilito “mette più uova nel nido”.
Variante: si gioca con i piedi. Gli attaccanti devono, guidandola o ricevendola direttamente da un compagno, stoppare la palla all’interno di un cerchio.

Disegno 3. Mettere le uova nel nido
Il carico didattico
I giochi proposti sviluppano tutti i fattori della prestazione. Infatti, possiedono un’importante componente coordinativa (sviluppo dell’equilibrio, dell’orientamento spazio-tempo), tecnica (calciare, passare, colpire di testa), di tattica individuale e di squadra, mentale (marcamento, smarcamento) e relazionale (cooperazione per uno scopo comune).
Inoltre, questi giochi richiedono una buona capacità decisionale: considerando diverse variabili (la posizione personale, degli avversari, dei compagni…) si devono fare delle scelte in tempi brevissimi, valutando la reale possibilità di metterle in atto.
I gesti tecnici si possono apprendere anche tramite la ripetizione di esercizi analitici. Ma la replica di un esercizio induce spesso un calo di concentrazione e di tensione, cosa che non succede nel gioco. Rapportarsi con l’errore, il successo, l’ingiustizia e l’imprevedibilità delle situazioni; saper stare in campo, anticipare le azioni di compagni e avversari; approfittare di circostanze inaspettate; controllare le proprie azioni in base allo stato fisico del momento; gestire le emozioni; sviluppare la tenacia e mantenere la concentrazione; essere regolari e stabili, e così via: sono tutte abilità che vanno apprese. E l’unica possibilità per farlo è l’esperienza diretta e personale, acquisita con molte ore trascorse a giocare. Inoltre, questi giochi sono assai divertenti, quindi i bambini sono disposti ad allenarsi a lungo senza annoiarsi.
STEFANO BONACCORSO
RESPONSABILE DELL’ATTIVITÀ DI BASE DELL’ATALANTA
LUCIA CASTELLI
PSICOPEDAGOGISTA DEL SETTORE GIOVANILE DELL’ATALANTA
FOTOSERVIZIO: MICHELE LA STELLA