Il miglioramento del singolo è ciò che conta in questo periodo.Due strade per ottenerlo: un post-campionato organizzato da società e tecnici o allenamento individuale. Le esercitazioni più adatte a questo scopo e l’importanza di rendere piacevole questo momento.
Un periodo fantastico! Sì, possiamo proprio usare questo aggettivo per il mese di giugno e la prima decade di luglio. Un momento fondamentale per concludere la stagione ponendo le basi per il futuro. Un’occasione da non perdere, utile a organizzare in società qualcosa di diverso, di veramente valido per i giovani giocatori di Allievi e Giovanissimi: stiamo parlando di una mini-preparazione di fine campionato.
Ma in pochi, a dire il vero, se ne ricordano e ne sfruttano al massimo le potenzialità. L’annata, certamente impegnativa, è terminata, tutti hanno voglia di iniziare le vacanze e quindi abbandonano il tanto amato calcio spesso per la sedentarietà o altri divertimenti. E anche alcuni allenatori, a dire il vero, desiderano una pausa. È giusto “staccare la pina”, ci mancherebbe, e ciò vale anche a livello giovanile, però – nell’ottica della formazione di un giocatore, del miglioramento delle abilità personali e non del risultato – si può gestire in modo particolare questo periodo, che presenta dei significativi vantaggi. Senza dimenticare che i ragazzi di queste categorie, a differenza di Pulcini ed Esordienti, non hanno disputato innumerevoli tornei di fine anno; pertanto, una sorta di “relax” al termine del campionato ufficiale l’hanno già avuto.
Il singolo e non la squadra
Prima di analizzare i vantaggi e il piano organizzativo del post-season, oltre a esaminare alcune proposte da utilizzare con i giovani, è determinante comprendere l’utilità di una mini-preparazione di fine anno.
L’obiettivo reale, infatti, è quello di lavorare con costanza ed efficacia sul singolo giocatore, lontano dalle partite e dalle immancabili pressioni dettate dai vari match. Quindi, si tratta di proporre esercitazioni mirate a un gruppo di ragazzi che permettano loro di colmare carenze tecniche o legate alla sfera di tattica individuale. In un momento in cui la tranquillità, sia da parte del mister, sia dei ragazzi dovrebbe farla da padrone.Ma andiamo per gradi: quali sono i punti a favore di quest’iniziativa? In primo luogo, i giocatori hanno terminato l’anno scolastico e anche le tensioni per compiti e interrogazioni sono “evaporate” al sole, quindi c’è la giusta serenità per auto-migliorarsi. Inoltre, non essendoci squadre sul campo, vi saranno spazi più ampi, anche perché si possono utilizzare orari differenti dal solito. Orari forse più produttivi, quando il fisico e la mente sono riposati, come il primo pomeriggio o addirittura la mattina, se il tecnico ha la possibilità di farlo. Senza dimenticare che le condizioni atmosferiche di giugno e luglio aiutano ad allenarsi meglio.




Migliora te stesso
Lo scarico mentale può però rivelarsi un’arma a doppio taglio, un boomerang se la stagione è stata intensa, perché i giovani possono essere poco motivati a presentarsi al campo.A tal proposito, dobbiamo avvicinarli con un progetto che riguarda il loro miglioramento personale.
Si tratta di un’iniziativa pensata unicamente per farli diventare più bravi!
Un’idea che non “ruberà” troppo tempo al divertimento estivo tanto atteso, è un’ora al giorno, minuto più o meno.
Un’ora da trascorrere con gli amici, “giocando” a calcio. E il termine gioco è stato usato di proposito perché la componente ludica deve essere sapientemente alternata con esercitazioni in parte più impegnative.
Meglio in collaborazione
Predisporre un progetto in sintonia con la società è la strada più efficace. Bisogna parlare la stessa lingua con dirigenti e responsabili, costruire uno staff vero con i colleghi allenatori e i preparatori, un gruppo molto unito. Nell’interesse del
giovane calciatore. Però, anche la buona volontà aiuta!
Quindi, cari mister, se la società non vi segue, insistete, spiegate l’importanza dell’iniziativa. Che, al di là della centralità sul ragazzo, può tornare utile anche per cementare lo staff degli allenatori, che si troverebbero a lavorare insieme sul “patrimonio” della società stessa. Potranno confrontarsi, scambiarsi idee ed esercitazioni, comparando metodologie e comportamenti. Perché si migliora sempre! Senza tralasciare il fatto che si possono inserire nel gruppo dei tecnici i nuovi collaboratori e quelli delle categorie inferiori potranno mettersi alla prova osservando come operano quelli dei “grandi”.
E viceversa. In ultimo, “tenere aperta” la società in un periodo diverso dal solito significa farla vivere in un modo differente, vuol dire fidelizzare i giocatori. Gli aspetti pratici Stabiliti i giorni e l’orario in cui ritrovarsi (possono essere quattro o cinque durante la settimana, con pausa nel week-end), la situazione ideale vede la partecipazione a questo momento di più allenatori, che seguono un gruppo ridotto di calciatori (il rapporto ideale è uno a dieci).
Non è necessaria una divisione per categorie, possono tranquillamente allenarsi contemporaneamente Giovanissimi e Allievi, le richieste infatti sono principalmente tecniche e di tattica individuale. Il tempo per ogni seduta può andare dall’ora all’ora e mezza, ricche – oltre che di proposte legate al miglioramento dei gesti – di giochi, staffette, gare per battere il record personale. Senza tralasciare, nella parte finale dell’allenamento, la classica partita o un gioco collettivo. Operate per frazioni di tempo prestabilite, puntate sul numero di contatti piede-palla per quanto riguarda la tecnica e sulle correzioni delle diverse posture per quella applicata. Non lasciate nulla al caso, ma sempre col sorriso sulle labbra.
Cinque consigli per il post-campionato
• Il post campionato è un momento “quasi” più importante della stagione agonistica. Bisogna crederci fortemente e puntare sulla formazione al posto che sul risultato.
• Alternate sempre esercitazioni incentrate sulla tecnica di base ad altre situazionali, ricordando che l’aspetto ludico in questo periodo è di vitale importanza.
• Sensibilizzate la società: spiegate quanto conta questo periodo, quali sono i benefici del post-campionato e dell’utilità per i ragazzi.
• Serve un’organizzazione snella e veloce: non gravate troppo sulla società con richieste di difficile fattibilità. È necessario il solito materiale d’allenamento e uno spogliatoio!
• Sono gli allenatori che devono rendere il clima dell’ora di allenamento positivo, divertente ed proficuo.
Come organizzare la seduta di allenamento:
• Riscaldamento (15’).
• Parte dedicata alla tecnica di base (25’).
• Momento di tecnica applicata o tattica individuale (25’).
• Gioco (15’).
Articolo a cura di Gianluca Andrissi